ARTOUR-O perché

ARTOUR-O il MUST perchè ciascuno di noi possa vivere l’arte nel proprio quotidiano. La piccola grande rivoluzione che ARTOUR-O tenta di fare verte sulla necessità di riappropriarsi del discorso artistico in tutte le sue espressioni proprio perché l’Italia è culla di creatività: dalla musica alla scienza, dalle arti alla poesia.

ARTOUR-O perchè occorreva una guida ideale per esplorare il mondo dell’arte contemporanea nelle sue diverse declinazioni:  perché l’arte non è settoriale, non segue le mode che ne sono l’esatta antitesi.

ARTOUR-O perché è ora di riappropriarsi del valore della figura dell’artista, del ‘ MAESTRO A BOTTEGA’ che nei secoli ha reso grande il nostro Paese, quindi predilige gli artisti eclettici nella scia dell’insegnamento di Leonardo da Vinci.

ARTOUR-O perché persegue l’obiettivo ambizioso di riportare l’attenzione sulla complementarità dei diversi rami dello scibile, dall’ingegneria alla letteratura,  alla musica,  alla poesia che ha in Fausto Melotti o  Bruno Munari esempi recenti.

.. e ancora perchè

Il nostro Paese è il più ricco al mondo di opere d’arte e Firenze ne è l’ esempio emblematico. Al giorno d’oggi, cosa mai accaduta in precedenza, la comunicazione ha assunto un’importanza primaria in ogni campo, anche in quello dell’arte, di per sé estremamente delicato. Il rischio concreto quindi è che l’invasione pubblicitaria diventi strumento di amplificazione di mediocrità. Una buona campagna pubblicitaria è in grado di condizionarci totalmente sia attivamente che passivamente. L’arte, che ha bisogno di silenzi, pause, riflessioni, fino a pochi anni fa ne era rimasta ai margini essendo in qualche modo poco vendibile, ma ora le cose sono profondamente cambiate. L’arte ‘fa’ immagine e la comunicazione di massa e la massa di comunicazioni hanno travolto gli equilibri delicati del fare artistico scambiando spesso la notorietà per fama. Indietro non si torna e allora abbiamo deciso di appropriarci di questi stessi mezzi usandoli, grazie ai progetti presentati, per coloro che rispondono alle caratteristiche di cui sopra,  con la collaborazione di pubblico attento e curioso. Di qui l’invito a un ristretto numero di Studiosi, Operatori Culturali,  Editori, Imprese, ma anche Fondazioni, Associazioni e Istituzioni  per intraprendere insieme un monitoraggio di quanto accade nel mondo e in Italia meta da sempre di tantissimi artisti stranieri. E allora ben venga questo progetto, che apre e coinvolge la Città in uno scambio fitto tra i Musei istituzionali e tradizionali e questo museo speciale, con le sue sale aperte al pubblico in un ambiente decontestualizzato diverso e in continua metamorfosi. Ormai saturi di specializzazioni e parcellizzazioni, emerge prepotente il desiderio di riappropriarsi del diritto di scelta nel panorama della creatività sempre più ampio: alle nove muse, infatti, si sono affiancante le neo-nate, che non le sostituiranno certo, ma continueranno ad ampliarne la visuale: fotografia, video, dvd, sperimentazione sono i nuovi strumenti che si affiancano ai tradizionali pennelli, sgorbie e scalpelli. La realtà è la creatività unita alla sapienza. Il visitatore si trova così in una dimensione diversa e più stimolante, sicuramente più fresca e divertente, con la possibilità di immergersi nella realtà artistica del nostro momento storico.